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  • Filippo Balducci
    pianist
     

     

     


     

     

     

     

    Dydactics

     

    Filippo Balducci was close to the great Italian-Argentinean teacher Fausto Zadra, from 1985 until his death, first as his pupil, then as his assistant, also further developing his pedagogical research about piano technique.

    Balducci is currently teacher in Piano Performance and Didactics of Piano at the Conservatory of Bari. He has given master classes on interpretation and piano technique in Italy, Switzerland, Russia, Spain, USA.

    Filippo Balducci è stato vicino al grande maestro italo-argentino Fausto Zadra, dal 1985 alla sua morte, continuandone il lavoro di ricerca sulla tecnica pianistica e sull'arte del tocco.

    Vincitore di tre concorsi a cattedra per titoli ed esami, é attualmente docente di Pianoforte Principale e Trattati e Metodi presso il Conservatorio di Bari. Già assistente del M° Delle Vigne in Francia e del M° Zadra in Italia, Russia, Spagna, Svizzera, USA.

     

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    Considerazioni sulla tecnica pianistica

     


    Scopo della tecnica è ottenere non solo l’agilità, il comfort, la precisione, la velocità che ogni pianista cerca, ma anche l’efficacia dei movimenti come “mezzi espressivi”: perché la bellezza, la varietà, il controllo del suono sono il fine principale del lavoro sulla tecnica, mentre la scioltezza, la coordinazione, l’agilità, la resistenza sono condizioni che li rendono possibili anche di fronte alle più ardue difficoltà meccaniche.

     

     

    La tecnica pianistica è l’arte di produrre, consapevolmente, la più grande varietà sonora possibile nella maniera più funzionale possibile.

     

     

    La tecnica è lo studio consapevole del rapporto che intercorre tra il gesto (tocco) e il suono nelle sue molteplici sfumature dinamiche, timbriche e di articolazione.

     

     

    L'acquisizione di una buona tecnica si basa sullo sviluppo:

    - dell'orecchio (ascolto dell'intensità, del timbro e della durata dei suoni)

    - della conoscenza dell'anatomia e della fisiologia (quali parti del corpo sono coinvolte nel suonare il pianoforte? come possono muoversi?)

    - dell'intelligenza e della memoria corporeo-cinestetiche (consapevolezza e assimilazione dei movimenti)

    - della sensibilità propriocettiva (consapevolezza e affinamento delle sensazioni tattili e muscolari)

    - dell'intelligenza e della memoria visuo-spaziali (osservazione e assimilazione delle traiettorie e dell'ampiezza dei movimenti, osservazione e memoria della tastiera)

     

     

    Usare le dita, la mano, l'avambraccio, il braccio, la rotazione dell'avambraccio?

    Usarli attivamente o passivamente (attacco, pressione - caduta, appoggiato)?

    Le articolazioni devono essere elastiche o fissate? O meglio quali elastiche e quali fissate?

    Le dita curve, a martello o aperte?

    Col peso o in sospensione?

    Lasciare i tasti rapidamente o lentamente?

    Tutte le variabili devono essere considerate, tutte le possibilità devono essere conosciute ed acquisite.

     

     

    La padronanza del tocco è strumento privilegiato per una lettura onesta e profonda della Musica.

     

    Filippo Balducci pianist ©
    Contact
    info@filippobalducci.info

     

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