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PROSSIMI EVENTI
Concerti
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12 maggio, Bari, S. M. Michelangelo
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23 maggio, Ravello, Villa Rufolo
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25 maggio, Napoli, Cappella del Vasari
Programma
Schumann: Kinderszenen op. 15
Debussy: Children's corner
Brahms: Variazioni su tema di Schumann op. 9
Mendelssohn: Variations Seriéuses op. 54
14 - 20 agosto 2012
Corso di Perfezionamento
estivo a Lugano
Il Festival pianistico Città di Corato
avrà una seconda edizione? |
A. Scriabin.
"Chopin russo" o compositore pre-seriale?
di Filippo Balducci
L’ascolto comparato di opere del primo periodo
dell’attività compositiva di Scriabin e di opere tarde può lasciare
sconcertati. Si stenta a credere che il linguaggio decisamente romantico
delle prime opere abbia potuto evolversi naturalmente nel suo ultimo
linguaggio, in cui l’idea classica di tonalità sembra essere stata
definitivamente abbandonata. La frattura è così netta che alcuni credono
di riconoscere il “vero Scriabin” solo nelle sue ultime composizioni,
mentre vedono nelle prime dei goffi tentativi di sviluppare uno stile
romantico ormai esaurito. Al contrario altri amano le atmosfere
tardo-romantiche delle prime composizioni e non compren-dono affatto lo
Scriabin mistico e “folle” dell’ultimo periodo.
Eppure, già solo in quello che empaticamente e
genericamente potremmo definire “sonorità” o “atmosfera” è possibile
percepire che le affinità fra le prime e le ultime composizioni sono
molto più forti di quanto lo shock di un primo ascolto possa far
credere. Uno studio approfondito mi ha consentito di capire meglio
come il suo stile compositivo abbia avuto un’evoluzione sorprendente sì,
ma coerente ed unitaria....
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La Gazzetta del Mezzogiorno
dell'8 aprile 2011
(Beethoven -
Concerto n. 3 op. 37 nella trascrizione per Pianoforte e archi di
Vincenz Lachner)
Un'esperienza d'ascolto
interessante, in quanto l'apporto orchestrale non appare
"disadorno" o meno espressivo, ma semmai conferma l'eterna validità
dell'"idea" creativa che è all'origine dell'opera, quale che sia la
forma nella quale viene esposta.
"Merito indubbio, nel caso particolare, e del direttore e del solista.
Roberto Gianola, cui Lentini ha ceduto per l'occasione la bacchetta, con
sensibile acume ha saputo ottenere dal gruppo di archi del complesso
sonorità piene, abilmente calibrate, tali quindi da fare degna corona al
pianoforte, per l'occasione suonato da Filippo Balducci. Questi,
da parte sua, è musicista ben noto al pubblico dell'Eurorchestra e
capace una volta di più di realizzare una vigorosa interpretazione in
cui, facendo bando a scontati sentimentalismi, le tensioni drammatiche
si concretano in un avvincente discorso, dai toni decisi ed anche
spiritosi! |